Le favole dell'angelo custode.
C'era una bellissima principessa di nome Smirte, viveva in uno splendido castello, circondata da paggi e dame, che ogni giorno cercavano di distrarla per farla sorridere un po'. La bella Smirte di 17 anni , da quando era passata a miglior vita la regina Marialda, sua madre, era sempre melanconica e nulla le era gradito. Trascorreva molto tempo in una torre del castello. Da lì osservava i campi, gli alberi, il torrente con il suo gorgoglio ed immaginava la madre venisse a prenderla per portarla con sé. Così intensamente la pensava che, a volte proprio le pareva di vederla ed allargava le braccia che si stringevano il nulla. Suo padre, re Teofasio L'uomo si inchinò e poi,..:”Maestà ho conosciuto una strega presso le paludi della foresta incantata, lei sì potrebbe rendere felice la principessa, è esperta in magia”:
Il re scelse trenta cavalieri e li inviò presso il lago per cercare di convincere la strega a venire al castello. I 30 caavalieri galopparono, galopparono e dopo tre giorni giunsero presso le paludi dela foresta incantata. Cinque di loro si sentirono euforici a tal punto che galoppando nell'intrico degli alberi si persero nel fitto della foresta. Eh sì la strega con la sua sfera magica si era accorta dei malcapitati ed aveva cominciato a colpirli con le sue magie.
Altri cinque attraversarono uno stretto ponte, ma appena sull'altra riva si spezzarono le corde di sostegno e non poterono più raggiungere i compagni.
I 20 rimasti si dissero l'un l'altro:” Certo abbiamo a che fare con qualcosa contro cui le spade non servono,...cosa mai possiamo fare per portare a termine il nostro dovere?”
Uno di loro, giovane, e magrolino, poco esperto come spadaccino con voce flebile sussurrò:” Io, nei momenti di grande difficoltà invoco e prego il mio angelo custode”. Gli altri, a dire il vero neppure credevano agli angeli, ma spinti dal dovere, ed un po' dalla paura iniziarono insieme:”Angelo di Dio che sei il mio custode, illumina, custodisci e governa me, perchè ti fui affidato dalla Pietà Celeste”: Poco dopo una luce soffusa tra le chiome degli alberi, si avvicinò al gruppo; stranamente i 20 non avevano paura, ma sentivano una gran pace pervaderli. Dalla nuvola di luce a poco, a poco apparve una splendida figura con capelli biondi e due grandi ali:”Non temete, mi ha mandato Dio a proteggervi, è bastata la fede di uno solo di voi, ora tornate e portate questa croce alla principessa, le hanno fatto una brutta magi, ma questa croce la annullerà”.
Detto questo stese le ali e volò via. I 20 intrapresero la strada del ritorno e ad un certo punto incontrarono i 5 che si erano persi nel fitto bosco e dopo un po' anche gli altri rimasti al di là del ponte.
Giunti a corte si inchinarono dinnanzi al re e raccontarono l'accaduto: Il re molto meravigliato, ma ansioso di portare il crocifisso alla ama figlia, la raggiunse nella torre:” Figlia mia, neppure so se credere a ciò che i miei cavalieri hanno raccontato, ma ti prego metti questa croce di legno chiaro con la collana in argento al tuo collo.”
La figlia obbedì ed immediatamente iniziò a piangere di gioia:”Oh padre, io ero triste, ma non mi rendevo conto che la mia amata madre è in paradiso ed è felice e molto di più lo sarà ora vedendomi serena” Il re e sua figlia si abbracciarono a lungo e da quel giorno, ogni sera pregarono insieme, vivendo momenti allegri ed altri più difficili, ma sempre sicuri della presenza degli angeli e di Gesù presso di loro.
Pahlavi Savoia Garro
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